L’elettroterapia è quella pratica terapeutica che utilizza gli effetti biologici delle correnti elettriche, attuate sottoponendo una limitata parte del corpo (solo in qualche caso tutto l’organismo) al passaggio di correnti elettriche con caratteristiche note di intensità, tensione, e forma d’onda. La corrente continua, o galvanica, può essere usata per veicolare farmaci analgesici e antinfiammatori nella zona da trattare (ionoforesi). La corrente alternata, o eccitomotoria, viene impiegata nella terapia diadinamica e nella TENS.

L’elettroterapia si distingue in antalgica (antidolorifica) e di stimolazione muscolare (elettrostimolazione). E’ importante ricordare che l’elettroterapia è controindicata ai pazienti portatori di pace-maker, alle donne in gravidanza, per la stimolazione peri-cardiaca, in presenza di lesioni cutanee (abrasioni, dermatiti, ferite) e nei casi di reazione allergica accertata alla corrente.

Elettroterapia antalgica

Di seguito sono riportate le correnti più frequentemente usate nell’elettroterapia antalgica.

Correnti galvaniche. Correnti ottenute di solito con un raddrizzatore. A bassa intensità facilitano il riassorbimento degli edemi e hanno azione analgesica sul sistema nervoso; a intensità più elevata, determinano fenomeni di elettrolisi ai poli di applicazione utili tanto per causticare (emostasi, coagulazioni, ecc.) quanto per rimuovere aderenze o dilatare stenosi.

Correnti diadinamiche. Correnti formate da onde con impulsi positivi unidirezionali ed emisinusoidali a bassa frequenza. Tali correnti provocano, tramite elettrodi superficiali, la contrazione dei muscoli o di alcune fibre muscolari; hanno scopo antalgico e decontratturante, tuttavia sono in grado di realizzare anche un effetto trofico ed eccitomotorio. Le correnti diadinamiche sono indicate per i casi di tendinite (al gomito, polso, spalle, ginocchio e caviglia), per i postumi dolorosi e traumi articolari, per artropatie acute e croniche e per algie muscolari.

Correnti interferenziali. Correnti alternate di media frequenza che interagiscono nel punto in cui si incrociano. In linea generale le frequenze di 50-100 Hz hanno prevalentemente un effetto antalgico, mentre le frequenze inferiori a 50 Hz hanno un effetto eccitomotorio che diventa sempre più intenso al di sotto di 25 Hz. In concreto, lo stimolo elettrico permette una contrazione intermittente della muscolatura, assicurando uno stato di miglior rilassatezza. Tale effetto viene sfruttato anche negli edemi agli arti (caviglie gonfie, linfedemi, ecc.), ponendo il segmento corporeo in trattamento elevato rispetto al resto del corpo.

Le correnti interferenziali sono in grado di penetrare in profondità senza avere un’intensità tale da eccitare le fibre nervose, non venendo raggiunta la soglia di sensibilità e pertanto risultano impercettibili dal paziente. L’insieme di queste caratteristiche rende tali correnti meglio tollerate rispetto ad altre. Tali correnti trovano impiego in traumatologia allo scopo di mantenere il trofismo muscolare e di ridurre l’osteoporosi ma sono indicate anche per il dolore cronico, il dolore cervicale e lombo-sacrale e per la periartrite scapolo-omerale.

Correnti TENS. La parola T.E.N.S. deriva dalla sigla inglese “Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator”, ossia “Elettrostimolazione nervosa transcutanea”. Si basa sull’applicazione, per mezzo di elettrodi i cui microimpulsi eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate sotto la pelle. Praticamente gli elettrodi vengono posti a livello della zona dolorante e coprono la maggior estensione possibile di pelle al di sopra della zona interessata.

L’elettroterapia TENS ha un effetto antalgico attraverso la stimolazione selettiva dei nervi periferici da parte di impulsi elettrici. E’ indicata in numerose patologie come nei dolori radicolari (rachialgie, sciatalgie e cruralgie), nelle nevralgie post-erpetiche, nell’artrite reumatoide, nell’artralgie e mialgie localizzate.

Ionoforesi. Tecnica elettroterapica (detta anche “dielettrolisi medicamentosa”) utilizzata per favorire la penetrazione di farmaci nei tessuti. Essa sfrutta la forza elettromotrice repulsiva generata da una corrente continua a bassa intensità ¬prodotta con due elettrodi applicati sull’epidermide.

La corrente elettrica favorisce la migrazione della sostanza da un polo all’altro, così che essa possa penetrare nei tessuti dove potrà essere assorbita. In questo modo è possibile modulare la quantità di farmaco assorbita. Vengono eliminate, inoltre, le eventuali interferenze dovute principalmente al metabolismo epatico del farmaco, il quale può anche avere una breve emivita poiché non deve entrare nel circolo sanguigno. Ciò consente di utilizzare il farmaco in concentrazioni più elevate e con elevata specificità locale, evitando inoltre i rischi e l’invasività dei metodi di somministrazione parenterale (iniezioni, endovena).

Anche se la ionoforesi viene utilizzata soprattutto per terapie che prevedano la somministrazione locale di farmaci antinfiammatori, la corrente produce inoltre la polarizzazione delle terminazioni nervose, con un conseguente effetto antidolorifico.

La ionoforesi è indicata nel trattamento di patologie che interessano strutture non profonde e prive di abbondante rivestimento di tessuto muscolare e adiposo. E’ particolarmente efficace come trattamento della sintomatologia dolorosa di artrosi, artrite, sciatica e strappi muscolari; viene spesso consigliata per trattare l’iperidrosi (eccesso di secrezione di sudore) di mani, piedi, ascelle e volto. Numerose risultano essere le affezioni trattabili con la ionoforesi perché, a seconda del farmaco utilizzato, questa tecnica può svolgere un’azione antalgica, antinfiammatoria, antiedemigena, miorilassante, ricalcificante e sclerotica.

Elettrostimolazione muscolare

Di seguito sono riportate le correnti più frequentemente usate nell’elettroterapia muscolare.

Correnti faradiche. Così chiamate dal nome del fisico M. Faraday, sono correnti elettriche che si sviluppano per induzione in una bobina sottoposta periodicamente all’azione di un campo elettromagnetico la cui intensità passa bruscamente dallo zero a un massimo, e da questo allo zero.

La corrente faradica viene usata nelle atrofie muscolari chirurgiche e riflesse, nelle atrofie muscolari consecutive a neuriti (purché non esista reazione degenerativa), in molte malattie dei muscoli lisci e in casi nei quali sia indicato esplicare un’intensa azione revulsiva cutanea.

Le correnti faradiche sono controindicate nei pazienti affetti da morbo di Parkinson.

Corrente di Kotz (KMC). La stimolazione muscolare secondo Kotz consiste nell’applicazione di corrente sinusoidale con frequenza di 2500 Hz modulata a «pacchetti» di 10 ms (ovvero 10 ms di attività e 10 ms di pausa). L’erogazione avviene con periodo di stimolazione di 10 sec e periodo di pausa di 50 sec. (ciò al fine di assicurare al muscolo un periodo sufficiente di decontrazione prima della successiva contrazione). L’impiego di tali correnti porterebbe ad un aumento consistente della massa muscolare ed a un aumento della forza spontanea sviluppata dal muscolo.

I risultati sono rilevabili in tutti i distretti muscolari ma maggiormente evidenti in quelli a scarso reclutamento volontario (muscoli paravertebrali, muscoli dell’arco plantare, ecc.). La stimolazione secondo Kotz presenta degli obiettivi vantaggi anche nei confronti dell’esercizio fisico, e cioè migliore selettività dei fasci muscolari da potenziare, assenza di affaticamento nel paziente, maggiore e più prolungata contrazione del muscolo rispetto a normali contrazioni muscolari volontarie.

Le corrente di Kotz sono indicate nell’ipotrofia muscolare da non uso (nella immobilizzazione per contenzione in gesso, nel recupero funzionale post-operatorio), nell’allenamento passivo, nella terapia correttiva delle scoliosi ad alto rischio evolutivo in età prepuberale, nella ipercifosi dorsale e nel piede piatto lasso.

Corrente Ultra-Reiz. La Ultra-Reiz, chiamata anche ultra-corrente di stimolazione, è una corrente diretta interrotta a bassa frequenza (143 Hz) applicata tramite elettrodi di medie dimensioni dotati di una spessa spugna umida viscosa. Questi elettrodi sono posizionati vicino alla colonna vertebrale lungo il collo e la regione superiore della schiena. Gli elettrodi sono separati l’uno dall’altro ad una distanza di 3-4 cm.

L’intensità della corrente viene gradualmente aumentata rimanendo sempre sotto la soglia del dolore. L’effetto dovrebbe essere solo quello di una leggera sensazione di formicolio. In questo modo viene trovata l’intensità di corrente ottimale per il paziente. Nei primi minuti, l’intensità della corrente viene aumentata lentamente per consentire ai pazienti di abituarsi alla sensazione. Questa corrente fornisce sollievo dal dolore, riduce lo spasmo muscolare e aumenta il flusso sanguigno. Alcuni studi indicano che pazienti afflitti da colpo di frusta e trattati con la corrente Ultra-Reiz abbiano ricevuto immediato sollievo dal dolore e ritrovata parziale mobilità dei muscoli del collo. Alcuni soggetti segnalano stanchezza dopo il trattamento.