Laserterapia

Il termine “LASER” è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation ovvero amplificazione della luce mediante l’emissione stimolata di radiazioni. Il principio fisico risiede nell’emissione di una radiazione luminosa che è composta da fotoni dotati della stessa lunghezza d’onda e senza discontinuità di fase o oscillazioni di ampiezza. Il fascio laser è dunque caratterizzato da una precisa lunghezza d’onda e da una potenza di emissione variabile.

Come per la luce diffusa, il laser produce fotoni che vanno ad interagire con la materia vivente. La luce diffusa ha sia effetti termici che effetti fotochimici sull’organismo. Gli effetti termici sono prevalentemente legati alle radiazioni nell’infrarosso, mentre quelli fotochimici alle radiazioni nell’ultravioletto, anche se effetti non termici possono essere prodotti nello spettro dell’infrarosso.

I laser per trattamenti terapici vengono classificati sulla base del materiale attivo che dopo essere eccitato produce luce:

  • Laser ad He-Ne (Elio-Neon) – Lunghezza d’onda 632,8 nm: molto superficiale, idoneo per accelerare processi di cicatrizzazione, terapia antalgica superficiale e riflessa, laser ago-puntura, effetto drenante sull’imbibizione linfatica.
  • Laser a CO2 (Anidride carbonica) – Lunghezza d’onda 10600 nm: indicato nella terapia antalgica superficiale riflessa.
  • Laser al Nd:YAG2 (Neodimio-Yttrium Alluminium Garnet) – Lunghezza d’onda 1064 nm: arriva ad una certa profondità, fino a 5-6 cm, ed è pertanto indicato nelle patologie muscolo-tendinee o traumatologiche articolari.

Laser ad He-Ne

Il laser ad He-Ne è un laser a gas il cui materiale attivo è costituito da una miscela di elio e neon in proporzioni che vanno da 5:1 a 20:1. Emette luce rossa sul visibile di 632,8 nm con potenze che variano da 1 a 50 mW e può penetrare al massimo fino a 7 mm. di profondità a partire dall’epidermide. Si usa per la maggior parte delle patologie dermatologiche per il suo effetto antinfiammatorio e di rigenerazione tissulare. E’ dotato anche di notevole azione trofica cutanea, in particolare nella terapia delle piaghe torbide sia da decubito che vascolari. Possiede, inoltre, azione analgesica sui punti dell’agopuntura e punti triggers, anche se, data la poca profondità di penetrazione si limita a problemi superficiali.

Laser a CO2

Il laser a CO2 è un laser a gas di grosse dimensioni il cui materiale attivo è l’anidride carbonica. Produce una luce invisibile nell’infrarosso con lunghezza d’onda di 10600 nm. Può essere dotato di un braccio meccanico con specchi riflettenti all’interno che, indirizzando la luce su una lente defocalizzante, consentono di ridurre la potenza, rendendo il fascio lineare e permettono un effetto scanner simile a quello dei laser a bassa potenza He-ne. Il passaggio di energia luminosa produce, per effetto Joule, un riscaldamento tissutale.

Effetti biologici

La laser terapia ad anidride carbonica produce sul substrato un effetto antalgico, antiflogistico e biostimolante. L’azione analgesica ed antiflogistica è dovuta sia all’aumento della temperatura indotto nei tessuti, sia ad una azione diretta del fascio laser sui tessuti (aumento della soglia del dolore con incremento delle endorfine circolanti). L’azione biostimolante si esplica a livello molecolare (aumento della produzione di ATP), a livello cellulare con modificazione della fagocitosi, della proliferazione cellulare, della risposta immune e della motilità.

Indicazioni

Epicondiliti, tendiniti, stiramenti e strappi muscolari, borsiti, postumi dolorosi da distorsioni, postumi di fratture, ematomi, artrite reumatoide (soprattutto le piccole articolazioni), spondilite anchilosante, artrosi delle mani e dei piedi, sindrome del tunnel carpale, dolore nevralgico.

Controindicazioni

Donne in gravidanza, soggetti epilettici, portatori di stimolatore cardiaco, bambini (aree di crescita).

Laser al Nd:YAG

Il laser al Nd:YAG è un laser ad alta energia il cui materiale attivo è costituito da un cristallo di YAG. Questo cristallo si presenta sotto forma di una barretta cilindrica ed è composto da una piccola percentuale di neodimio. Il nome YAG (Yttrium Alluminium Garnet) è un granato contenente Ittrio e Alluminio. Emette normalmente luce con lunghezza d’onda di 1064 nm, nell’infrarosso e può funzionare sia in onda continua che ad impulsi. L’elevata potenza erogata da questo laser (10 Watt), assicura la massima penetrazione in profondità dell’energia (fino a 5-6 cm), mentre la modalità di emissione definisce l’effetto terapeutico prevalente. L’emissione continua, infatti, ha un forte effetto anti-infiammatorio, mentre quella pulsata ha un’intensa azione analgesica.

Effetti biologici

Il laser Nd:YAG produce sui tessuti trattati un effetto fotochimico e fototermico che promuovono il recupero energetico dell’omeostasi tessutale, viene cioè assicurato il corretto turn-over cellulare dei tessuti. Tale recupero promuove l’azione antalgica e antinfiammatoria della parte trattata. L’effetto fotomeccanico sul microcircolo, inoltre, è capace di esercitare una adeguata ginnastica vascolare. Tale ginnastica

  • stimola direttamente la pompa linfodrenante;
  • induce il rapido riassorbimento dell’edema;
  • riduce le raccolte di trasudato e di essudato;
  • provoca un rapido e duraturo effetto antinfiammatorio;
  • consente uno spiccato effetto antalgico già dalla prima applicazione.

Infine, il laser Nd:YAG garantisce:

  • tempi brevi di trattamento;
  • un numero ridotto di sedute;
  • un pronto recupero del paziente;
  • il rapido ripristino della funzionalità;
  • un trattamento indolore, non invasivo e privo di effetti collaterali;
  • facilità d’uso;
  • semplice manovrabilità e posizionamento.

Indicazioni

Epicondiliti, borsiti, sinoviti, capsuliti, tendiniti e tenosinoviti, contratture muscolari, patologie osteoarticolari acute e croniche, edemi ed ematomi da trauma, patologie post-traumatiche o da sovraccarico, sindromi adduttorie, distorsioni tibio-tarsiche, entesiti, condropatie rotulee in traumatologia sportiva, fibromialgie.

Controindicazioni

Donne in gravidanza, soggetti epilettici, portatori di stimolatore cardiaco o cardiopatici, pazienti con neoplasie sospette o conclamate (è possibile, infatti, che l’applicazione terapeutica del laser possa accelerare la carcinogenesi per l’effetto biostimolante).