Gli ultrasuoni sono onde sonore ad alta frequenza non percepibili dall’orecchio umano. Lo stesso termine ultrasuono indica, chiaramente, ciò che è al di là (ultra) del suono, identificando con suono solo il fenomeno fisico udibile.

In campo terapeutico, gli ultrasuoni sono ottenuti artificialmente sfruttando la proprietà di alcuni cristalli di minerali che, sottoposti all’azione di un campo elettrico di corrente alternata, si dilatano e si comprimono, emettendo vibrazioni. L’irradiazione ultrasonica così generata, provoca un micromassaggio di notevole intensità agendo in profondità nei tessuti. Dalla vibrazione, urto e frizione delle strutture cellulari e intracellulari viene generato calore. Infatti, oltre che un”azione meccanica, gli ultrasuoni esercitano anche un”azione termica.

Gli ultrasuoni hanno un effetto antalgico (contro il dolore), antiedemigeno, ovvero contro il gonfiore (poiché permettono di muovere il liquido all’interno dei tessuti biologici), fibrinolitico (contro le aderenze tessutali e per riallineare le fibre di collagene), di biostimolazione cellulare e di azione rilassante nei confronti delle strutture muscolari.

Esistono due tecniche di applicazione:

  • trattamento a contatto diretto;
  • trattamento a contatto indiretto, ovvero in acqua (immersione);

Il trattamento a contatto diretto rappresenta il metodo più utilizzato. Sulla zona da trattare e sulla sonda dell’apparecchio viene spalmato il gel conduttivo che permette una migliore trasmissione delle vibrazioni sonore. La sonda viene così spostata, con un movimento rotatorio molto lento, sempre a contatto con la cute. In alternativa, qualora la zona da trattare fosse ben definita, localizzata, quindi piccola e circoscritta, è possibile erogare gli ultrasuoni in modalità pulsata (a intermittenza con pause di circa 1 secondo). In questo modo, è possibile mantenere la sonda ferma e stabile sulla zona da trattare.

Il trattamento a contatto indiretto (immersione) si realizza in acqua. La parte da trattare, normalmente mani e piedi, viene immersa in una bacinella di acqua tiepida. La sonda viene tenuta distante dalla cute circa 1 cm e la potenza erogata dall’apparecchio è in genere di 3 watt/cm2.

Questo tipo di applicazione trova indicazione nelle zone irregolari del corpo come: gomiti, malleoli, mani. Pertanto può essere usata in caso di epicondiliti, epitrocleiti, artrosi alle mani e ai piedi, contusioni e distorsioni con edemi a livelli di tali distretti. L’erogazione in genere dipende dalla dimensione volumetrica della zona da trattare. Generalmente si usano intensità di 3 watt/cm2, o anche superiori, se si vogliono raggiungere organi profondi come quadricipite, gluteo o deltoide. E’ sufficiente una intensità di 1 o 2 watt/cm2 per trattamenti più superficiali, come ad esempio il tendine d’achille.

È consigliabile iniziare sempre le prime sedute con potenze modeste per poi aumentare gradualmente. I tempi di applicazione sono di 10 minuti per la modalità a contatto diretto, e di 10 minuti per quella a immersione.

Indicazioni

Trattamento generale: forme reumatiche di tipo degenerativo poliarticolare, malattie metaboliche.

Trattamento locale: artrosi a varia localizzazione (colonna vertebrale, anche, ginocchia, mani, spalle, gomiti, caviglie, piedi), lombo-sciatalgia (in fase sub acuta o cronica), artropatie post-traumatiche, contratture muscolari, mialgie (di tipo non infiammatorio), tendiniti, morbo di Dupuytren, periartrite scapolo-omerale, spondilite anchilosante, epicondilite, algie post-traumatiche.

Controindicazioni

Trattamento generale: malattie febbrili, gravidanza, neoplasie, diabete, T.B.C., malattie cardiocircolatorie in fase di scompenso.

Trattamento locale: flogosi acute osteoarticolari e cutanee, varici degli arti inferiori, endoprotesi metalliche, arteriopatie periferiche.